Project Description

Aspromonte

All’estremo sud della Penisola italiana, in provincia di Reggio Calabria, Il Parco Nazionale d’Aspromonte si affaccia a nord sul mar Tirreno, ad est sulle Serre catanzaresi, a sud sul mar Ionio, ad ovest sullo Stretto di Messina.
Per alcuni, il termine Aspromonte si riferisce all’asperità dei luoghi. Secondo altri l’origine dello stesso deriva dal greco bizantino aspròs, cioè bianco, il colore dei calanchi che si affacciano sul mar Ionio.

Le montagne dell’Aspromonte nacquero insieme alle Alpi, circa duecentomilioni di anni fa. Il paesaggio fu modificato più volte nelle epoche successive, fino a che l’Africa cominciò ad avanzare verso la zolla europea, portando alla riduzione delle acque e alla fuoriuscita dai flutti della catena alpina, della quale l’Aspromonte e le altre catene montuose della Calabria rappresentano la punta più avanzata.
Dal punto di vista geologico e geomorfologico, l’Aspromonte ha un nucleo centrale di gneiss, talvolta granitiferi. Assomiglia a un imponente cono vulcanico solcato, sul versante meridionale da profonde valli fluviali che scendono ripide verso la costa, sul versante settentrionale è invece caratterizzato dai cosiddetti piani o campi che degradano dolcemente verso il mare. La cima più elevata è il Montalto (1956 mt. s.l.m.).

La flora aspromontana presenta sul versante ionico la macchia mediterranea (erica, mirto, lentisco, fillirea, cisto, euforbia, oleandro, tamerice, vari tipi di ginestra, ecc.), presente fino a quota 800/900 mt. s.l.m., dove lascia il posto a fitti boschi misti di castagno, pioppo tremolo, leccio e varie specie di querce.
A quote più elevate troviamo le estese foreste costituite in massima parte da conformazioni di faggio, abete bianco e pino laricio.
Sul versante tirrenico, caratterizzato da un clima più umido, la macchia mediterranea è sostituita da vere e proprie foreste di ulivi secolari e da agrumeti.
Inoltre, le ricchissime e colorate fioriture invernali e primaverili comprendono tra le varie tipologie di fiori, le viole, i narcisi, le margherite, le calendule, i crocus, gli asfodeli, i nontiscordardime, peonie, oltre ad una vasta varietà di orchidee.

Per quanto riguarda la fauna aspromontana, è ormai certa la presenza del lupo appenninico; del gatto selvatico (avvistato da Naturaliter nel giugno 2000, lungo la strada che dai Campi di Bova scende verso Roghudi vecchio); il driomio, una specie particolare di topo quercino; dell’ululone dal ventre giallo; del ghiro, dello scoiattolo meridionale, dalla inconfondibile livrea nera; della salamandra pezzata e della salamandrina dagli occhiali. Nei fiumi d’alta quota è presente la trota fario. Tra gli uccelli: il passaggio migratorio sullo Stretto di Messina nei mesi di maggio/giugno del falco pecchiaiolo; l’aquila del Bonelli , (avvistata da Naturaliter nel giugno 2000, lungo la fiumara Bonamico), la poiana, frequente ovunque come il gheppio; lo sparviero, l’albanella e il lanario (avvistato da Naturaliter nel dicembre 2000 a Roghudi vecchio; il gufo reale, la civetta, il cucolo, l’assiolo, il barbagianni, l’allocco; la coturnice, il merlo acquaiolo, il picchio nero, la ghiandaia, l’upupa.

Il parco nazionale dell’Aspromonte è stato istituito il 14 gennaio del 1994, con un Decreto del Presidente della Repubblica Italiana.
Il territorio protetto è di 76.000 ettari, appartenente a 37 Comuni della Provincia di Reggio di Calabria. La sede dell’ente è a Gambarie d’Aspromonte frazione di Santo Stefano d’Aspromonte (RC).
Di particolare interesse sono:

Il Montalto, 1956 mt. di altitudine, cima più elevata ricoperta da faggi, da dove è possibile ammirare un panorama a 180°: lo Stretto di Messina, l’Etna, le isole Eolie, il mar Tirreno e il mar Ionio, la dorsale appenninica.
Le fiumare: fenomeno idrogeologico che l’Aspromonte condivide soltanto con il deserto di Gobi in Mongolia; ampi corsi d’acqua ghiaiosi, che nelle notti di luna piena diventano fosforescenti.
Le cascate: di Maesano, dell’Aposcipo, Forgiarelle, Amendolea, Mundu e Galasia, e numerosissime cascatelle spettacolari e selvagge; strette gole fluviali (Furria, La Verde, Spasola) dalle pareti alte anche 100 mt.; laghi naturali (lago Costantino); monumenti naturali rappresentati da suggestivi monoliti /Pietra Cappa, Pietra Lunga, Pietra Castello, Rocche di San Pietro, Rocca del Drago e le Caldaie del Latte).
I paesi fantasma, abbandonati o semi abbandonati in seguito alle alluvioni del 1951 e 1971 come: Africo vecchio, Casalinuovo, Roghudi vecchio, Pentadattilo, Chorio di Roghudi, Ferruzzano.
I siti di interesse storico architettonico come: Gerace, San Giorgio Morgeto, Bova, Palizzi, Mammola, San Lorenzo, Antonimia, il centro storico di San Luca, Staiti.

Importante è poi la presenza dei Greci di Calabria dell’Area Grecanica, così come, dal punto di vista religioso, meta di incessanti pellegrinaggi (anche dalla Sicilia), è il Santuario di Polsi, sede di un culto mariano.
Dal punto di vista economico, l’Aspromonte presenta un paesaggio agricolo assai vario, composto di vasti uliveti, dai quali si ricava un ottimo olio extra vergine d’oliva, e i vasti appezzamenti sul versante tirrenico coltivati ad agrumi quali arance, mandarini, limoni e varie piante da frutto e della vite, soprattutto il bergamotto.

Il bergamotto (citrus bergamia), è un agrume simile al limone per colore ed all’arancio per la forma. L’origine è incerta. Si ritiene che esso derivi da mutazione spontanea dell’arancio amaro. L’unico luogo al mondo dove esso fruttifica ottimamente è la fascia costiera compresa tra la città di Reggio Calabria e la Locride. Il frutto matura in inverno e da esso si estrae un preziosissimo olio essenziale impiegato in particolare in profumeria e cosmetica. Da qualche decennio, il suo impiego è stato ampliato anche al settore dell’industria farmaceutica per il suo
potere antisettico ed antibatterico, nonché in quello alimentare e dolciario come aromatizzante di liquori, the, caramelle e canditi.

La Gastronomia è assai varia, con diverse tradizioni culinarie, che si mantengono autentiche; rimane in uso una cucina a base di fritture: caratteristica è l’alatucia (cotiche) assieme alle uova; la “curcudia” una sorta di polenta aspromontana. La carne è soprattutto quella di capra, una delle migliori specialità di questi luoghi, e squisita è la capra alla “pecurara”, che soprattutto gli uomini sono abili a cucinare (si cucina anche la carne suina e bovina). Rinomata è la produzione di ricotta e formaggi secondo i sistemi più antichi. Assai gustosa è la pasta fatta in casa detta “maccarruni”, lavorata a mano dalle donne con rametti di erba chiamati mazzuni o cannici che servono a fare il buco che li rende sottili: sono una delizia con il sugo di capra e la ricotta salata.
Tra le conserve gustosi i pomodori e la varietà di olive sott’olio; e i vari tipi di insaccati come il capicollo e la suppizzata da gustare col pane di grano fatto in casa. Da citare anche le gustosissime parmigiana di melanzane e peperonata. Tra i dolci i petrali e le zeppole (natale); le aggùte e i cuddhuraci (pasqua); i sciaruni fatti con pasta di sfoglia, ricotta e uova; i vari tipi di pitte e i scaddateddhi. Gustosi sono
i fichi secchi preparati con noci di mandorle; le more di gelso e le costee (pere essiccate).

Tra i vini, il Cuvertà ed il Palazzi, pur non essendo dei vini Doc, sono assai pregiati; il Mantonico e il Vino Greco di Bianco da dessert invece, sono dei vini Doc. Sviluppata è inoltre la produzione di vari
tipi di liquori fatti in casa (limoncello, mix di agrumi, nocini, etc..). infine l’olio, molto pregiato, con la presenza di secolari uliveti e numerosissimi frantoi, antichi e moderni.

Nel settore dell’Artigianato, le donne si dedicano tuttora alla tessitura,con cui realizzano lenzuola, strofinacci per la cucina, tovaglie da tavola; particolare cura viene dedicata alla lavorazione di artistiche coperte e tappeti, le pezzare (tipiche della zona di Samo), dalle vivaci policromie dai chiari richiami bizantini (a Gerace, in particolare, si producono pizzi e merletti). L’attività della tessitura al telaio nell’Area Grecanica era d’uso tradizionale la lavorazione del lino, della canapa, della seta, della lana e della ginestra. Importante è anche la
produzione di oggetti in legno, caratteristici dell’Area Grecanica, e
legati all’economia rurale dei pastori aspromontani che, durante la loro giornata, impiegavano i murcasi, timbri per dolci, ed altri utensili come cucchiai, forchettoni e bastoni, lavorati tuttora. Rilevante è anche la produzione di pipe, realizzate con la pregiata erica arborea calabrese, che vengono “stagionate” anche per 10 anni. Ma è importante anche la lavorazione e decorazione della ceramica con i famosi maestri vasai dei centri di Gerace (versante Ionico) e Seminara (Piana di Gioia Tauro), dove si realizzano anche anfore di tipo greco o romano, e le caratteristiche bottiglie antropomorfe, che sono considerate dei portafortuna…

Alto Aspromonte
Parco Nazionale dell’Aspromonte (Calabria Meridionale)

Storia del trekking: Naturaliter ha iniziato la sua attività escursionistica in Aspromonte, con questo trekking e con quello Grecanico. Sono previste camminate in ambienti selvaggi e incontaminati, tra comunità molto ospitali dalle tradizioni ancestrali, di piccoli paesi semi abbandonati, lontano dai flussi turistici di massa, dove i ritmi di vita quotidiana sono ancora lenti e il tempo sembra essersi fermato.

Sorprendente Aspromonte!
Se ancora pensate che l’Aspromonte è una montagna inaccessibile, arida e con pochi corsi d’acqua: Vi sbagliate! L’Aspromonte, invece, vi affascinerà con le sue innumerevoli e suggestive cascate, e le gole fluviali, i laghi naturali, i giganteschi Monoliti che ricordano la Cappadocia, fitti boschi con alberi giganteschi e secolari, e tanta, ma tanta ed abbondante cucina tradizionale dai forti sapori. Un modo certamente singolare e sorprendente per trascorrere una vacanza naturalistica, senza grandi fatiche fisiche poiché il bagaglio personale sarà trasferito da mezzi locali.

Durata del Trekking: 8 giorni / 7 notti.

Periodo: da aprile a giugno; da settembre a novembre.

Numero partecipanti: da minimo 08 a massimo 35

Soggiorno itinerante: Alloggio in agriturismo a 8 km dal mar Jonio; in appartamenti della Rete: “Ospitalità Diffusa”; in albergo 3stelle a quota 1100 mt; oppure, a richiesta (tramite eventuale concessione da parte dell’Azienda Forestale Regionale), in tende fornite da Naturaliter, nello spazio antistante il casello forestale di località Cano (mt. 1450).Vitto nei ristoranti gestiti dalla associazioni e cooperative locali, con menu rigorosamente tradizionali. Sono previste visite a pastori ed artigiani. Trattamento di pensione completa.
Escursioni E : soprattutto lungo alcuni tratti della “Valle Infernale” i sentieri non sono segnati, e presentano notevoli dislivelli (continui sali/scendi); pertanto il trekking è adatto a quanti possiedono esperienze escursionistiche; ma anche predisposizione all’adattabilità qualora si decidesse di pernottare due notti in tenda al casello forestale di Cano.

» Anello: azienda agrituristica “il Bergamotto”/ fiumara Amendolea / Maradha – loc. Palazzine di Gallicianò – Gallicianò; tempi: 2h 30′ . Ritorno: Gallicianò/fiumara Amendolea località Oleandri/ruderi mulino Focolio – Amendolea; tempi: 2h 30′.

» Amendolea / M. Brigha / Bova . Tempi: 3h 30′

» Bova / Lestizi / Spartusa / Noì / Roghudi vecchio; tempi: 4h 30′.

» Chorio di Roghudi / m. Cavallo / loc. Pesdavoli / loc. Casalino / punto panoramico sulle cascate Maesano / Vallata Menta Cavaliere-Diga sul torrente Menta; tempi: 8h.

» Cano/torrente Bonamico (“Valle Infernale”) /Canovai/cascate Forgiarelle; anello: Canovai /Cano ; tempi:7h.

» “Sentiero Italia” : Polsi/ Lago Costantino/San Luca; tempi: 6h.

» Staiti / M. Cerasia, anello: Staiti; tempi: 4h.

Optional: prolungando il soggiorno di un giorno, camminata su percorso in parte ad anello: Natile nuovo/ Rocche di San Pietro/Pietra Cappa/Natile vecchio; tempi: 5 h.

Viaggio: arrivo e partenza dalla stazione FS di Reggio Calabria Centrale. Oppure dall’aeroporto di Reggio Calabria ( “Aeroporto dello Stretto -Tito Minniti “).

Aspromonte e Serre
Parco Nazionale dell’Aspromonte e Parco Naturale Regionale delle Serre (Calabria Meridionale ed Orientale)

“Dalle misteriose Serre all’Aspromonte Jonico..tra i borghi dell’accoglienza!”

Storia del trekking: Abbiamo iniziato a proporre questo trekking nel 1998. E’ un viaggio molto richiesto soprattutto da gruppi provenienti dall’estero, poiché abbina due Aree calabresi sconosciute che hanno molti aspetti in comune tra cui quelli storici, culturali e religiosi, senza trascurare i tanti “tesori” nascosti.

Le Serre sono una catena montuosa dell’Appennino calabrese, posta tra le Provincie di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro. Questa catena montuosa si unisce a sud con i confini territoriali dell’Aspromonte, a nord con la Sila. Si tratta sul piano geomorfologico di due lunghe e opposte catene montuose (Monte Covello, Cucco e Monte Pecoraro) che corrono quasi parallele lungo la catena degli Appennini. I massicci montuosi risultano divisi in parte dalle alti valli dei bacini dell’Ancinale, le ampie conche e dello Stilato, sul cui limite sorge la località Ferdinandea, famosa riserva di caccia Re Borbonici, attorno alla quale si estende il bosco di Stilo, nonché le imponenti cascate del Marmarico, che con un dislivello di 90 m, si tuffano nello Stilaro, a Sud. Tra la fiumara Precariti e la Fiumara Amuse scorre l’importante corso d’acqua della Fiumara Allaro. Peculiarità geologiche delle Serre sono i calanchi che soprattutto a Nord e ad Est incidono i versanti delle fasce sub-montane.Il Parco Naturale Regionale delle Serre: si estende per 17.687 ettari.
Notevole importanza nelle Serre rivestono i luoghi di culto come la secolare Abbazia dei Monaci Certosini di Serra S. Bruno, una delle poche rimaste ancora in attività, e la tomba di San Bruno di Colonia, fondatore dell’Ordine dei Certosini. Notevoli e numerose sono le testimonianze dell’archeologia industriale dell’epoca borbonica. E la Cattolica di Stilo, risalente probabilmente al X secolo, in stile bizantino: la pianta infatti è a croce greca inscritta in un quadrato con cinque cupolette su tamburi cilindrici. L’interno è suddiviso in nove campate quadrate uguali, da quattro colonnine su capitelli a tronco di piramide capovolta.

L’Aspromonte

Durata del Trekking: 8 giorni / 7 notti

Periodo: da marzo a giugno, da settembre a dicembre.

Numero partecipanti: minimo 8, massimo 32

Soggiorno itinerante: Alloggio presso appartamenti ed agriturismo appartenenti alla Rete “Ospitalità Diffusa”. Si tratta di appartamenti di famiglie dei piccoli paesi collinari della zona Jonica della provincia di Reggio Calabria. In questi piccoli centri storici rurali, i residenti non superano i cinquecento abitanti, ma nel passato ne contavano mille e più; quindi, il patrimonio abitativo attuale risulta sovradimensionato rispetto al fabbisogno reale. Si tratta tuttavia di appartamenti arredati e muniti di servizi, oggi messi a disposizione dai proprietari per il pernottamento dei turisti, e soltanto in alcuni di essi vive ancora la famiglia. L’offerta turistica si ispira al modello bed & breakfast, poiché all’escursionistica viene offerto un posto letto (sia in appartamenti abitati dalla famiglia e sia in quelli non abitati), e la prima colazione a base di prodotti tipici locali viene consumata in ogni caso presso la casa della famiglia ospitante. Vitto nei ristoranti gestiti dalla associazioni e cooperative locali, con menu rigorosamente tradizionali. Sono previste visite a pastori ed artigiani, e cantine sociali, chiamate localmente : “Catoi”. Trattamento di pensione completa.

Escursioni E:

» Stilo – Cattolica/monte Consolino; tempi a/r: 4h. Visita del borgo e alla Cattolica di Stilo

» Bivongi/ bagni di Guida / cascate Marmarico/ Ferdinandea (residenza Borbonica); tempi: 6h. Visita al Museo della Certosa di Serra San Bruno.

» Pazzano/ Santuario di Santa Maria della Stella/Monte Mammicomito/loc. Pietra di Placanica; tempi: 6h.

» Visita turistica a Gerace (centro storico d’importanza internazionale). Camminata: Natile vecchio/Rocche di San Pietro/Pietra Cappa/Natile vecchio; tempi: 5h.

» Palizzi/fiumara San Pasquale/Bova; tempi: 5h.

» Bova/Gallicianò/agriturismo “Il Bergamotto – Amendolea; tempi: 5h

Viaggio: arrivo e partenza a Reggio Calabria o Lamezia Terme (Stazione FS o aeroporti).

Asprotrek estivo

Mare e Monti dell’Aspromonte

“…il viaggiatore deve sempre contare sull’ospitalità di qualche famiglia, in ogni città che visita….” Edward Lear (1847)

Presentazione del trekking: Da diversi anni proponiamo con successo questo splendido itinerario tra il Mare e i Monti dell’Aspromonte. Il programma oltre alle camminate tra cime selvagge, boschi ombrosi, fiumare, cascate e paesi abbandonati come Roghudi ed Africo, prevede dei momenti al Mare per godere delle splendide e calde acque dello Jonio. Alla fine di ogni escursione è infatti previsto un breve trasferimento sulla costa. Camminate, Mare ma anche tanta musica visto che proponiamo questo trekking in coincidenza del Paleariza, ovvero il festival di world music dell’ Area Grecanica del Parco dell’Aspromonte. Paleariza costituisce oramai un appuntamento nazionale per appassionati, turisti, curiosi e studiosi del territorio e della cultura della Calabria Greca.
Per farvi un’idea sul festival Vi consigliamo la visione di questo video di Clementi Editore: https://www.youtube.com/watch?v=sD8KJemCjQ0

Sul sito www.paleariza.it è possibile consultare il programma annuale.

Durata del Trekking:consigliamo 9 giorni / 8 notti, ma è tuttavia possibile adattare il programma sulla base di meno o più giorni.

Periodo: Agosto

Numero partecipanti: minimo 8, massimo 24

Soggiorno stanziale: alloggio in appartamenti a Bova, particolarmente vivace in questo periodo per le festività locali. Vitto presso il ristorante Grecanico della Coop. “San Leo” di Bova. E’ previsto il trattamento di pensione completa.

Escursioni E: si tratta di un trekking facile ed adatto a tutti. Sono previste serate d’animazione musicale ed escursioni abbinate alla programmazione del festival “Paleariza”. Tutti i giorni sono previti dei pomeriggi interamente trascorsi al Mare Jonio.

Viaggi:arrivo e partenza da Reggio Calabria (stazione FS Centrale; oppure aeroporto).

Per informazioni e per richiedere il programma dettagliato e/o personalizzato contattateci: info@naturaliterweb.it / naturaliterweb@gmail.com

Aspromonte da mare a mare
Traversata dal Tirreno allo Jonio

Introduzione: L’Aspromonte occupa la punta estrema dello stivale Italia e si presenta come una enorme piramide a gradoni la cui cima, Montalto 1956m, si trova a poche decine di km dalle opposte coste tirreniche e ioniche. Il trekking proposto costituisce una inedita attraversata del massiccio dell’Aspromonte, dalla Costa Viola, sul Tirreno, solcato dalle spadare, risalendo le verdi terrazze costiere, fino alla vetta del Montalto. Quindi lenta discesa verso lo Ionio, in un aspro paesaggio completamente diverso, ricco di valloni e fiumare, toccando luoghi di grande fascino e antiche tradizioni culturali e gastronomiche.

Durata del Trekking: 8 giorni / 7 notti

Periodo: Maggio, Giugno e da fine Agosto alla metà di Ottobre.

Numero partecipanti: minimo 8, massimo 32

Soggiorno itinerante: Il soggiorno è itinerante ed è previsto presso Hotel, B&B e Agriturismi. Il vitto sarà curato da ristoranti e piccole trattorie gestite dalle associazioni e cooperative locali, con menu rigorosamente tradizionale. Trattamento di pensione completa.

Escursioni E: si tratta di un trekking non estremo, ma è tuttavia indicato per coloro che sono abituati a camminare dalle 5 alle 8 ore al giorno.

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati e alti alla caviglia, abbigliamento comodo per camminare, zaino anche di tipo scolastico poiché il bagaglio sarà trasportato dall’organizzazione durante tutti i transfert da una struttura ricettiva all’altra; pronto soccorso personale.

Viaggio: arrivo e partenza dalla stazione FS di Reggio Calabria Centrale o all’aeroporto di Reggio Calabria. In alternativa, prevedendo un’extra per il trasferimento, arrivo e partenza dall’aeroporto di Lamezia Terme.

Sono previsti dei momenti di musica e balli tradizionali.

Contattateci per richiedere il programma dettagliato e/o personalizzato:info@naturaliterweb.it / naturaliterweb@gmail.com

Referente: Andrea Laurenzano 347 3046799

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Area Grecanica

L’Area Grecanica:

L’area grecanica si trova in provincia di Reggio Calabria, lungo la fiumara Amendolea , sul versante Ionico Meridionale. In essa vive una popolazione di lingua greca, i Greci di Calabria. I Greci giunsero qui a partire dal VII sec. a.C., quando fondarono Locri. La grecità della zona si mantenne poi per tutta la durata della dominazione romana, e fu di nuovo vivificata, dopo l’età delle invasioni barbariche, dalla riconquista imperiale dei bizantini operata da Giustiniano nel VI sec. d.C. E’ quasi certo ormai che la lingua ancor’oggi parlata possa vantare, unica in tutta Italia, una derivazione diretta dal greco antico, sebbene il carattere della lingua sia essenzialmente bizantino e assomigli molto, per certi aspetti, al greco parlato in Grecia. La cultura grecanica dovette però subire prima la conquista normanna, che favorì la latinizzazione delle terre e dei monasteri, così come, nel XVI sec., l’abolizione del rito greco. Il fatto che queste zone fossero lontane dalle principali vie di comunicazione rese comunque possibile la conservazione della lingua e della cultura grecaniche. Fu a partire dall’800, con l’emigrazione forzata di un gran numero di calabresi, e poi dal ‘900, col miglioramento delle vie di comunicazione anche nell’area ionica, che la lingua grecanica cominciò a perdere terreno in modo significativo, tanto che oggi è la lingua madre di poco meno di 5000 persone. Sono comunque i centri di Roghudi e Gallicianò i capofila degli ellenofoni di Calabria; soprattutto qui, infatti, enti e associazioni operano a tutela della lingua e della musica locale, promovendo anche contatti e gemellaggi con la Grecia.

I paesi grecanici

Gallicianò
Il paese più Greco d’Italia, definito “l’Acropoli della Magna Grecia”. Attraverso un “dromo” percorso da curve e strapiombi, si arriva alle prime case “vucita” povere di cartone, e subito dopo qualche chilometro si giunge a Gallicianò che appare all’improvviso. Le origini del centro coincidono con le crescita del feudo di Amendolea “Kontocori”. Gallicianò è circondato dalle montagne e il nucleo abitativo (circa 200 abitanti) si distribuisce attorno alla piazza con la chiesa di San Giovanni Battista, in cui è possibile ammirare una statua marmorea cinquecentesca di San Giovanni, di scuola gaginiana. Un tempo era fiorente l’allevamento del baco da seta; oggi ha l’aspetto tipico dei centri montani quasi abbandonati con le sue costruzioni piuttosto disordinate dal punto di vista architettonico, tranne quelle poste nella parte alta del paese che rappresenta l’impianto originario, e nel quale di recente è stato riportata alla luce la graziosa chiesa greco-ortodossa. Da segnalare che la locale associazione Cumelca (Comunità Ellenofona dei Greci di Calabria- Cumunia tos ellenofono tis Calavria) ha dato vita alla “Taverna Grecanica” un punto ristoro a base di prodotti tipici locali.

Roghudi vecchia
L’antico abitato dista a 48 km di distanza da quello nuovo posto quasi sulla costa, nei pressi di Melito Porto Salvo, ricostruito in seguito all’alluvione del 1971. Roghudi vecchia, ormai spopolata, sorge, triste e solitaria, arroccata su una rupe circondata da due corsi d’acqua (l’Amendolea e il Furria) che confluiscono entrambi sulla fiumara Amendolea. L’esistenza dell’insediamento è contemporanea a quella dei paesi grecanici presenti nell’area dal XI° secolo, ed è legata al centro di Amendolea. Nel 1084 Roghudi risulta appartenere al feudo di Bova per divenire, verso la fine del XII° sec., casale di Amendolea. Infilandosi tra i vicoli delle vecchie case, sotto la roccia che si sbriciola, si coglie il crudele destino di un paese che scompare tra le macerie del passato. Solo qualche anziano è testimone del tenace desiderio di non staccarsi dalla propria terra. Poco distante da Roghudi vecchia vi è la frazione di Chorio, un piccolo nucleo di case anch’esse per la maggior parte abbandonate.

Bova
E’ la capitale dei Greci di Calabria. Le prime notizie storiche sulla esistenza del paese risalgono a 1075 quando fu assediata dai Saraceni. Il centro abitato (circa 500 residenti) (alt. 850 mt. s.l.m.) è dominato dai ruderi del castello medievale, d’età normanna (sec. X-XI). Nella roccia, l’orma di un piede viene attribuita alla regina greca che costruì il castello. Già dall’XI secolo acquista importanza religiosa divenendo sede vescovile e con i normanni ottiene il titolo di contea alla fine del XII° secolo. La chiesa ha mantenuto il rito greco. Nel 1783 l’abitato subì gravi danni a causa del terremoto del 1783, anche se tuttoggi conserva bene le strutture antiche. Salendo in cima (mt. 970 s.l.m.) ai ruderi del castello medievale è possibile ammirare un panorama bellissimo sullo Ionio e, sullo sfondo, l’imponente cono vulcanico dell’Etna.
Il ruolo così importante della chiesa di Bova è riscontrabile dalla presenza di numerose opere architettoniche ed artistiche: la chiesa Cattedrale di S. Maria dell’Isodia, edificata su una preesistente chiesa bizantina, con la statua della Madonna col Bambino, attribuita a Rinaldo Bonanno, datata 1584; la chiesa dello Spirito Santo; la Cattedrale dedicata a San Leo patrono, con la statua cinquecentesca di San Leo; la chiesetta della Madonna del Carmine della famiglia Mesiano (XVII secolo), in stile tardo-rinascimentale, e la chiesetta di S.Maria Immacolata, cappella della famiglia Marzano (XVII-XVIII secolo di stile tardo-barocco). Inoltre, i Palazzi nobiliari Nesci e Mesiani (1822). A Bova la cooperativa turistica “San Leo” offre servizi di Ospitalità Familiare Diffusa (B&B), ristorazione e guide escursionistiche.

Staiti
Le prime notizie documentarie sulla esistenza di un Casale situato nella terra di Brancaleone e di nome Staiti, risalgono al 1571 e si rilevano da un contratto di vendita col quale Alfonso d’Ayerba d’Aragona scambiava la terra di Brancaleone con un Casale per Donna Elianora Stayti di Messina. La storia di Staiti, da allora e per circa due secoli, andò sviluppandosi nel clima proprio dei borghi medievali che erano feudi di conti, baroni, e marchesi di queste terre. Nell’attuale contesto urbanistico di particolare interesse è la chiesa a S. Maria delle Vittorie, costruita nel 1612 a ricordo della vittoria di Lepanto del 1571: all’ interno si conserva una statua marmorea della Madonna col Bambino datata 1652, opera di autore ignoto. Prima di arrivare a Staiti vi è segnalato il bivio che porta dopo 1 km. in contrada Batia dove si trova la chiesa di S. Maria dei Tridetti, uno dei monumenti bizantini più antichi della Calabria, che risale all’XI sec. e che presenta anche decorazioni architettoniche di matrice araba (come si possono trovare nelle chiese normanne in Sicilia). A Staiti il locale Circolo Culturale offre servizi di Ospitalità Familiare Diffusa (posti letto in appartamenti) e ristorazione, e guide escursionistiche.

Palizzi
Borgo medievale posto a ridosso di uno sperone roccioso sovrastato da un’antico castello dai resti medievali. L’esistenza del centro risalgono al 1451, l’anno in cui risulta che Geronimo Ruffo era Signore di Brancaleone e di Palazzi. Si ha notizia della presenza di tre monasteri dell’ordine di San Basilio nel 1477. si segnala la chiesa parrocchiale dedicata a S. Anna il cui impianto architettonico è databile al XVII secolo, ma di impianto medievale, che conserva ancora elementi originari come il campanile e la cupola riferibile all’arte bizantina: al suo interno, la statua cinquecentesca di S. Anna, di autore ignoto. A circa 4 km. di distanza dal centro abitato vi è la chiesetta di S.M. del Carmine recentemente ristrutturata. A circa 9 km. invece è il centro di Pietrapennata che nella chiesa parrocchiale custodisce la statua marmorea gaginesca raffigurante la Madonna dell’Alica.

Eventi da non perdere:

In vari centri: Festival “Paleariza” (antiche radici).
A Bova: 16/17/18 agosto festa in onore di San Leo.
A Staiti: secondo sabato di agosto “Sagra dei Maccarruni fatti in casa”.

Parco Nazionale dell’Aspromonte
Area dei Greci di Calabria

Trekking Grecanico

“Pis trechi glìgora de thorì tìpote”, Chi va veloce non vede nulla.”

Introduzione: Nella punta estrema della penisola italiana, tra il mar Tirreno e il mar Ionio, all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte, vive la minoranza linguistica dei Greci di Calabria.Il trekking proposto offre la possibilità di conoscere questo angolo del Sud Italia lontano da un turismo di massa, dove la “grecità” è ancora vissuta nei volti della gente, nell’idioma greco che ancora si ascolta nei pittoreschi borghi di Gallicianò, Bova e Roghudi, nei ruderi delle infinite chiesette bizantine, nella musica tradizionale e nella cucina dai forti sapori. Si cammina lungo antichi sentieri che attraversano un paesaggio selvaggio caratterizzato da picchi, foreste, bergamotti, fiumare e adornato di splendide fioriture.

Durata del Trekking: 8 giorni / 7 notti.

Periodo: Tutto l’anno

Numero partecipanti: minimo 6 / massimo 24

Soggiorno e Vitto: Il soggiorno è itinerante ed è previsto presso B&B e/o appartamenti ed in agriturismi facenti parte della Rete “Ospitalità Diffusa”. Il vitto sarà curato da ristoranti e piccole trattorie gestite dalle associazioni e cooperative locali, con menu rigorosamente tradizionalie. Sono previste visite a pastori, artigiani e cantine sociali chiamate localmente “Catoi”.

Escursioni: si tratta di un trekking non estremo, con camminate che non presentano particolari difficoltà. Si consiglia comunque qualche escursione di allenamento prima di partire. Sono previste dalle 4 alle 6 ore di cammino al giorno.

Bagaglio: si cammina tutti i giorni con zaino leggero.

Cosa portare: scarponi da trekking collaudati, abbigliamento comodo per camminare, zaino escursionistico e tutto l’occorrente per eventuali bagni al Mare.

Optional: visita al Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, ospitante i famosi Bronzi di Riace.

Viaggio: arrivo e partenza dalla stazione FS di Reggio Calabria Centrale o all’aeroporto di Reggio Calabria. In alternativa arrivo all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme e poi in treno fino a Reggio Calabria.

Programma di massima

1°giorno: arrivo a Reggio Calabria. Incontro con la guida e trasferimento a Pentedattilo per visita del caratteristico borgo semi-abbandonato. Proseguimento per Amendolea di Condofuri per sistemazione presso l’agriturismo “Il Bergamotto”.

2°giorno: Escursione ad anello: Amendolea (140 mt) / Gallicianò (621 mt) / Amendolea. A Gallicianò, considerato il paese più Greco d’Italia e patria etno-musicale grecanica, visita della Chiesa Ortodossa ed al Museo della civiltà contadina. Tempi escursione: 3 ore all’andata e altrettanti al ritorno. Dislivelli: 670 m in salita e 570 m in discesa. Cena e pernottamento in Agriturismo.

3° giorno: Escursione da Amendolea a Bova (820mt). Tempi escursione: 4 ore con soste. Dislivelli: 800 m in salita e 200 m in discesa. Prima della partenza da Amendolea è prevista la visita guidata dell’azienda ” Il Bergamotto”, produttrice del bergamotto, famoso agrume che cresce soltanto in questa area . A Bova, uno dei Borghi più Belli d’Italia e Capitale dell’Area Grecanica, sistemazione in B&B e case dell’Ospitalità Diffusa. Cena presso il Ristorante Grecanico della Coop. San Leo.

4° giorno: Escursione da loc. Polemo di Bova (alt. 810 mt.) al borgo grecanico abbandonato di Roghudi (527 mt). Da Roghudi transfer in 30’ a Bova con sosta turistica alle curiose e singolari conformazioni rocciose della “Rocca del Drago” e “Caldaie del Latte”. Tempi escursione: 6 ore. Dislivelli: Dislivelli: 350 m in salita e 550 m in discesa. Cena e pernottamento a Bova.

5° giorno: Escursione ad anello: piazza principale di Bova (820 mt) / Monte Grosso (1300 mt.) / Bova. Dalla cima del monte Grosso si gode di uno splendido panorama sulla fiumara Amendolea, i borghi dell’Aspromonte Greco, tra cui Africo vecchio, le cime del Parco con all’orizzonte l’Etna. Tempi escursione: 6 ore. Cena e pernottamento a Bova.

6° giorno: Escursione da Bova (820mt) a Palizzi Superiore (272 mt). Tempi escursione: 5 ore. Dislivelli: 300 m in salita e 600 m in discesa. Prima della partenza è prevista la visita del caratteristico centro storico di Bova, con le sue viuzze, i palazzi nobiliari, il Santuario di San Leo e la Concattedrale della Madonna della Presentazione o dell’Isodia. A Palizzi è prevista la visita ad una cantina vinicola con degustazione del rinomato vino locale. A seguire trasferimento ( 30 minuti) sulla costa jonica per sistemazione in Camping situato a pochi passi dal Mare e lungo la costa dove nidifica la tartaruga Caretta-Caretta. Alloggio in casette.

7° giorno: Trasferimento in 20 minuti a Staiti ed escursione ad anello da Staiti (500 mt) a Monte Cerasia (1013mt). Tempi escursione: 5 ore. Dislivelli: 550 mt in salita e altrettanti in discesa. Monte Cerasia è considerato un vero e proprio balcone sullo Jonio e l’Aspromonte. Rientro al Camping e tempo libero per bagno al Mare Jonio prima della cena e pernottamento.

8° giorno: trasferimento dal Camping a Reggio Calabria per partenze. Compatibilmente con gli orari di partenza può essere prevista la visita del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria che “ospita” i Bronzi di Riace.

Note: il programma sopra indicato potrà subire delle modifiche in caso di condizioni meteo avverse o su indicazioni della guida. Sono previsti dei momenti di musica e balli tradizionali.

Per maggiori informazioni e per richiedere il programma dettagliato: info@naturaliterweb.it

Andrea Laurenzano: + 39 347 3046799

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Sila

Trekking sul Parco Nazionale della SILA

Il Gran Bosco d’Italia

“Una foresta selvaggia mai sfiorata dalla mano umana, dove la natura continua il suo miracolo da epoche immemorabili (Norman Douglas)”

Introduzione: Abbiamo iniziato a proporre questo trekking nel 1998. Un’attraversata dalla Sila Greca alla Sila Piccola, tra antiche mulattiere e sentieri che per secoli furono battuti da uomini e animali, tra boschi secolari e altopiani con fioriture spettacolari, piccoli borghi e laghi che accentuano l’impressione di trovarsi in un angolo alpino.

La Sila, più che una catena di montagne in senso stretto, è un dolce altipiano dove la cima più elevata è Monte Botte Donato con i suoi 1928 mt. La Sila, Selva Brutia dei Romani, è suddivisa nelle “tre Sile”: Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. Pochi si aspettano di trovare qui, nel profondo sud, immense foreste di conifere che si aprono solo per accogliere laghi cristallini, ma anche pascoli, praterie e radure fiorite, caratterizzate dalla presenza di una varietà di specie vegetali sia erbacee che arboree. In primavera le vallate sono tappezzate dalle eccezionali fioriture della primula, delle orchidee, dei crochi, dell’asfodelo, delle viole e dei narcisi. Straordinari sono anche i colori autunnali così come quelli invernali dove solitamente a farla da padrona è la neve.

Durata del Trekking: 8 giorni / 7 notti.

Arrivo e partenza: stazione FS di Paola o aeroporto di Lamezia Terme.

Periodo: da fine Aprile ai primi di Luglio; da inizio Settembre a Ottobre. In inverno con le Ciaspole.

Numero partecipanti: da minimo 8 a massimo 32

Ore di cammino: 5/7 ore al giorno.

Le camminate: non presentano particolari difficoltà anche se si consiglia qualche escursione di allenamento prima di partire per il trekking.

Bagaglio: si cammina tutti i giorni con zaino leggero. Come per tutti gli altri nostri trekking ci occuperemo noi del trasporto delle valigie da una struttura ricettiva all’altra.

Soggiorno itinerante: A Longobucco (centro calabro per eccellenza della tessitura) in appartamenti secondo il modello “Ospitalità Diffusa”; in agriturismo e in albergo altrove.

Vitto: in ristoranti e albergo con cene a base di prodotti tipici, i pranzi al sacco saranno da noi curati a base di prodotti locali.

Optional: prolungando di un giorno il soggiorno, a richiesta visite al centro storico di Cosenza e al Santuario di San Francesco da Paola.

Contattateci per richiedere il programma dettagliato
e/o personalizzato: info@naturaliterweb.it

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Pollino

Trekking sui Monti di Apollo, tra il Tirreno, lo Jonio e la Magna Grecia!

“Queste stupende montagne sembrano fondersi, al tramonto, in una nebbia di ametista (Norman Douglas)”

Introduzione: Abbiamo iniziato a proporre questo trekking nel 1998. Si va dalla costa Tirrenica a quella Ionica visitando borghi caratteristici, Santuari e grotte preistoriche, valicando le creste del Pollino lungo la via dei Pini Loricati, fino a giungere alla Piana di Sibari per poi ritornare sul Tirreno in rafting lungo la Valle del fiume Lao. Dal 1998 ad oggi non è cambiato molto in questo angolo del Sud Italia. A nostro avviso, infatti, rimane uno dei posti più selvaggi e meno contaminati dall’uomo. Se a tutto ciò si aggiunge la presenza delle comunità arbëreshe con i loro usi, costumi e tradizioni si ha la certezza di camminare in uno dei complessi montuosi più interessanti d’Europa.

Questo straordinario parco nazionale ha un’area protetta con un’estensione di 192.565 ettari. A cavallo tra due regioni, Basilicata e Calabria, e tra due mari, il Tirreno e lo Ionio, il Parco Nazionale del Pollino, è oggi l’area protetta più estesa d’Italia. Ha vette tra le più alte del Mezzogiorno d’Italia, coperte di neve per lunghi periodi dell’anno. Dalle sue cime, oltre i 2200 metri di altitudine sul livello del mare, si colgono ad occhio nudo ad ovest le coste tirreniche di Maratea, di Praia a Mare, di Belvedere Marittimo e ad est il litorale ionico da Sibari a Metaponto. Rispetto al versante lucano, con pendici più dolci solcate da valli fluviali, quello calabro si presenta aspro e scosceso. Verso sud si snoda l’altro complesso montuoso dell’Orsomarso caratterizzato da picchi impervi. Un inedito paesaggio agrario d’alta montagna è contraddistinto da numerose masserie che si inerpicano fino ai mille metri. Il Pollino è uno dei complessi montuosi più rilevanti d’Europa dove si possono trovare ricche sorgenti, infinite grotte carsiche, pareti di roccia verticali e gole, vasti pascoli e pietraie, faggete e cerrete. A Giugno, oltre alla natura ed alle camminate, sarà possibile assistere alla caratteristica Festa di Sant’Antonio, la più attesa ed amata dell’anno per la comunità di Rotonda e dei borghi vicini, uno straordinario valore aggiunto a questo viaggio!

Dal 2015 il Parco del Pollino è Patrimonio dell’Umanità!

Arrivo e partenza: arrivo e partenza dalla stazione FS di Scalea o Maratea. Qualora si scegliesse l’areo, l’aeroporto consigliato è quello di Lamezia Terme.

Periodo: dai primi di Maggio a fine Giugno; dalla metà di Agosto alla metà di Novembre .

Numero partecipanti: da minimo 08 a massimo 32

Soggiorno: in albergo a Rotonda e B&B a Civita con spostamenti quotidiani per le escursioni.

Vitto: in albergo e ristoranti con cene a base di prodotti tipici. Sono previsti i pranzi al sacco per le camminate giornaliere.

Ore di cammino: dalle 5 alle 8 ore al giorno. Si cammina tutti i giorni con zaino leggero. Come per tutti gli altri nostri trekking ci occuperemo noi del trasporto delle valigie da una struttura ricettiva all’altra.

Le camminate: non presentano particolari difficoltà anche se alcune sono abbastanza lunghe. Si consiglia qualche escursione di allenamento prima di partire per il trekking.

Durata del Trekking: consigliamo 8 giorni / 7 notti. E’ tuttavia possibile adattare il programma sulla base di meno o più giorni.

Vi invitiamo a vedere questo recente video (trekking da noi organizzato per il Cai di Legnano nel 2016):

https://youtu.be/yqFObUgkb_Y

Contattateci per richiedere il programma dettagliato e/o personalizzato:

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